Arte, manualità e benessere: i benefici del ricamo

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Ago filo e nodo

Non tutti sanno che i lavori manuali, come il knitting o il ricamo, hanno incredibili benefici psicofisici riconosciuti anche dalla scienza. Se si soffre di ansia, stress e depressione sono poi una vera panacea in quanto, come più o meno tutti gli hobby, fanno bene all’umore. Ma scopriamo nel dettaglio le molteplici virtù terapeutiche dell’arte del ricamo.

Il ricamo tiene allenato il cervello

Una delle più grandi capacità del ricamo è quella di stimolare entrambi gli emisferi del cervello, rallentando di conseguenza il declino cognitivo. Mantenere allenato il cervello è infatti un ottimo modo per salvaguardarlo e a dirlo è la scienza: secondo alcuni studi gli anziani che si impegnano nelle attività manuali, quindi anche nel ricamo e nel lavoro a maglia, hanno il 30-50% di probabilità in meno di andare incontro a un deterioramento cognitivo lieve rispetto a chi non lo fa. Tuttavia, e questo è bene sottolinearlo, il lavoro di cucito non deve essere prerogativa dei soli anziani poiché da alcuni test è emerso che faccia bene anche ai più piccoli. In che modo? Stimolando il coordinamento mano-occhio, migliorando la calligrafia e la concentrazione.

Il ricamo contro ansia, stress e depressione

Dopo la fase iniziale che richiede una certa soglia di attenzione, il ricamo induce uno stato di profondo benessere psicofisico legato proprio alla concentrazione necessaria per comprendere gli schemi e la logica di questa arte. In particolare, sferruzzare, lavorare all’uncinetto o ricamare sono tutte attività antistress in grado di sgomberare la mente. Già dopo pochi minuti di lavoro, infatti, il corpo si rilassa riducendo la tensione muscolare, la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna; motivo per cui queste attività vengono spesso utilizzate come terapia occupazionale nei trattamenti di ansia, stress e depressione.

L’arte del ricamo contro i disturbi alimentari

Secondo alcune autorevoli ricerche i lavori di cucito possono aiutare chi soffre di particolari disagi come i disturbi alimentari, poiché focalizzare la propria attenzione sull’attività di maglieria o ricamo mette in secondo piano i problemi di cui si soffre. Inoltre il gesto ripetitivo del lavoro a maglia ha un notevole valore terapeutico perché permette di ridurre gli ormoni dello stress, migliorando di conseguenza lo stato d’animo ma anche le capacità comunicative e di socializzazione, tutti aspetti fondamentali nella lotta contro questo tipo di disturbi.

Ricamo e autostima

Una volta superata la fase rabbiosa dell’apprendimento iniziale, eseguire un lavoro di cucito diventa gratificante. Infatti il ricamo, oltre a stimolare la creatività e ad allenare la pazienza, innalza il livello di autostima proprio perché vedere la propria creazione che piano piano prende forma genera inevitabilmente una certa soddisfazione.

Ricamo, funzioni motorie e disturbi fisici

Il ricamo e il lavoro a maglia, grazie al coinvolgimento di buona parte del cervello, possono essere utilizzati per migliorare le funzioni motorie e prevenire alcuni fastidiosi disturbi, come la tendinite. Questo genere di attività, infatti, migliora la mobilità delle mani e mantiene attive le articolazioni, riducendo così i rischi di artrosi e altri problemi assai comuni come l’infiammazione del tunnel carpale.

E gli aspetti negativi? Beh, stando a quanto dicono le ragazze di Ago filo e nodo, che dell’arte del ricamo hanno fatto un mestiere, le unghie scheggiate e il mal di schiena, che però sopraggiunge solo dopo tante ore di attività, potrebbero essere due di questi. Niente di così grave insomma!

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Autore: Milena Usai

Curiosa per natura, chiacchierona per diletto, web writer per lavoro e mamma di un meraviglioso bambino. Dopo 7 anni di "onorata carriera", soprattutto come ghost writer per blog e testate online di salute e benessere, ho deciso di aprire un sito web sullo stesso tema per condividere le conoscenze acquisite e proporre in modo semplice e spesso ironico uno stile di vita orientato al benessere. Qualcos'altro? Ah sì, sono un’appassionata di viaggi e una grandissima amante dei dolci, ma la mia Sardegna e il gateau di mandorle vincono sempre a mani basse.

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